La corona di specchie che in forma ellittica circonda l'abitato di Ceglie è costituita da 18 specchie finora rilevate: Monte Pelusello, Talene, Facciasquata, Castelluzzo, S. Lucia, Tarantina II, Oliva, Puledri, Capece, La Selva, Cervarolo, Madonna della Grotta, Pezze di Ferro, Montefocaro, Virgilio, S. Paolo, Sativa. All'elenco va aggiunta la Specchia Foggia Vetere, nota anche come Specchia Convento Vecchio, oggi scomparsa nonostante sia stata sottoposta a vincolo archeologico nel 1926.
Specchia Talene, detta anche Alberosanto o della Sardella, soggetta a vincolo archeologico del 1953 ai sensi della legge 364/1909, è situata a m 199 sul livello del mare, a circa km 7 dal centro abitato di Ceglie, lungo la strada comunale che porta alle masserie Barone, Falascuso, Sardella.
Fu in parte demolita nel 1952 da una ditta fornitrice di breccia. Si parla di un'altezza originaria di 16 metri poi ridotta di un terzo per effetto dello sventramento del 1952, e di sei piani concentrici (uno in più di specchia Castelluzzo) con la torretta terminale. Ancora oggi è possibile intravedere qualche tratto di cortina muraria formata da massi irregolarmente poligonali, di cui parla anche lo storico Teofilato.
Secondo la ricostruzione sarebbe da ricondurre alla tipologia della specchia Castelluzzo per effetto dei ripiani costituiti dall'avvolgersi intorno ad un nucleo centrale di una rampa a spirale che partiva dal piano di campagna. Ai muri verticali della rampa erano addossate delle scalette.
Specchia Castelluzzo o Miano è sicuramente la più imponente tra le specchie conservate nel territorio di Ceglie.
È situata a m 208 sul livello del mare, al confine tra i territori di Francavilla e Ceglie in un uliveto dell'omonima masseria. Si raggiunge da Ceglie percorrendo circa km 6 della provinciale per Francavilla, inoltrandosi a sinistra lungo il Paretone connesso con la Specchia, per circa 700 metri, per poi deviare a nord seguendo un muro ad una sola fila di blocchi che collega Paretone e Specchia in circa 80 passi.
La specchia doveva essere costituita, secondo le ipotesi degli studiosi, da sei ripiani concentrici. Al centro dell'ultimo ripiano si alza una torretta circolare, in parte franata, costruita all'interno con blocchi squadrati di forma rettangolare, al contrario del resto del monumento innalzato con grossi blocchi irregolari. Dal piano di campagna, dalla parte est, parte una rampa ascendente oggi visibile solo in parte
Specchia Capece è posta in un denso oliveto a m 199 sul livello del mare, sulla linea di confine dei territori di Ceglie e Francavilla. Dalla sommità sono visibili gli abitati di Ceglie ed Oria, in linea d’aria equidistanti dal monumento.
A pianta approssimativamente subcircolare, è costituita da tre cortine alte rispettivamente, a partire dal basso, m 1.10, 1.75, 2.00. L’ultima cortina sostiene un tumulo a forma di cono costituito da pietrame informe, alto m 2.50. Sul fianco nord-ovest, incassata nella seconda cortina, si nota una scaletta con una decina di gradini, e poco più lontano da questa una seconda scaletta con altrettanti gradini non più facilmente percettibili. Nella parte orientale una larga cortina di base è collegata alla Specchia da una scaletta a 5 gradini. La cortina, larga quasi 10 metri, è costituita oltre che da pietrame informe anche da terriccio, per cui è stato possibile l’attecchimento di un buon numero di alberi di ulivo. Sorge sulla confluenza di tre paretoni, con tracce di piste pedonali, larghi da due metri e mezzo a tre metri.
Specchia Facciasquata o specchia del Diavolo si erge in luogo elevato, a m 310 sul livello del mare, sulla linea di confine tra i territori di Ceglie e di Villa Castelli. Oggi non è più visibile dalla provinciale Ceglie-Villa Castelli, perché un folto bosco di conifere la ricopre totalmente. Dalla sommità, nonostante la posizione elevata, non si vede Ceglie, coperta dalla collina di Montevicoli. È situata a km 4 circa dal centro abitato ed a m 1850 dalla specchia Puledri.
Il secondo nome è legato ad una leggenda popolare secondo la quale la specchia sarebbe sorta in una notte, all’improvviso.
Ha una struttura molto semplice: la base formata da un tamburo cilindrico dell'altezza presumibile di m 3, inclinato verso l'interno, al di sopra del quale emerge un cumulo conico; sulla cima del cumulo i soliti avvallamenti crateriformi che il tempo e la frequenza dei visitatori rende sempre meno visibili. Non vi sono rampe di accesso ed oggi non è possibile capire come si potesse accedere sul piano orizzontale e poi sulla successiva corona. Nei dintorni numerose specchiolle da spietramento.
Specchia La Selva è situata ad ovest del centro abitato, a m 345 sul livello del mare Si raggiunge percorrendo per circa 800 metri la via Fedele Grande ed a man destra la strada comunale che conduce all'omonima masseria. E' distante circa km 3 dal centro abitato.
Agli inizi degli anni ’80 un atto vandalico sventrava la specchia forse meglio conservata di Ceglie, per dare spazio ad una vasca di sollevamento con cui avrebbe potuto tranquillamente convivere.
La specchia ha forma tronco-conica ed è costituita da due cortine inclinate verso l'interno la prima dell'altezza di m 2.60, la seconda, ed ultima, dell'altezza di m 1.20.
Nella specchia, a partire dalla base si incassano quattro scale di accesso con misure identiche: primo ed ultimo gradino m 0.58, gradini centrali m 0.65, segno della intenzione dei costruttori di usare blocchi della stessa misura per la costruzione delle quattro scale poste rispettivamente ad ovest, di fronte al viottolo d'accesso, a nord-est, a sud-est ed a nord. Tracce evidenti di scale incassate si trovano anche nella specchia Capece e Sativa.




























