L’altra cinta muraria, nota con il nome locale di "Paretone", racchiudeva un territorio molto più vasto del centro abitato messapico. I resti di questa cinta muraria sono visibili nella fascia di territorio compresa tra le provinciali per Cisternino, Ostuni, S. Michele Salentino e Francavilla Fontana. Sono scomparsi i tratti a nord/nord-ovest, visibili ancora agli inizi del secolo. Lo stato di conservazione è piuttosto precario: si possono ancora riscontrare tratti di mura alti sino a m 2.50, con blocchi di grosso taglio, alcuni dei quali lavorati, altri grezzi, mantenuti a secco.
In prossimità della casa di Riposo San Giuseppe sembra riscontrarsi un camminamento interno alle mura in corrispondenza di una porta di accesso alla città: si conserva per una altezza di circa m 4, scende con un leggero declivio a livello dei campi per poi inerpicarsi verso il centro abitato. La direzione del camminamento lascia supporre che sfociasse in prossimità del cosiddetti Cento Scaloni.
A circa km 4 dall'abitato è possibile seguire sul terreno un ulteriore elemento di fortificazione, noto come Paretone più esterno: si tratta di muraglioni a secco connessi con le specchie, ma staccati e indipendenti tra loro stessi senza quel reciproco nesso di continuità topografica che è evidente per la corona di specchie.
Quale cronologia per questo complesso sistema difensivo? In tempi di relativa calma sarà stata sufficiente la cinta muraria più stretta e più vicina alla città, ma quando agli inizi del V sec. a.C. Taranto grava minacciosa su gran parte del territorio messapico, Ceglie amplia e rafforza il suo sistema difensivo con una serie di cinte murarie collocabili cronologicamente alla metà del V-inizi IV sec. a.C.; quando nel 473 a.C. Carbina (Carovigno) viene assediata dai Tarantini, il sistema difensivo di Ceglie non sarà stato probabilmente molto articolato, altrimenti non si comprende come quell'assedio possa essere stato possibile lasciandosi i Tarantini alle spalle una Ceglie così ben fortificata. E' in questo stesso periodo che le specchie saranno state inserite nel sistema difensivo con la costruzione di muraglioni con esse connessi. E' lecito e verosimile supporre che la discesa di Archidamo di Sparta prima (338 a.C.) e di Alessandro il Molosso dopo (334-333 a.C.), abbia trovato la città fortificata con il suo sistema difensivo completo utilizzato per tutto il III sec. a.C.




























