È collocata in contrada San Michele, a circa km 3 dal centro abitato, nei pressi di una chiesetta dedicata al Santo.
Un muretto a secco delimita l’ingresso della cavità; una scalinata intagliata nella roccia immette in un ampio ambiente caratterizzato da concrezioni stalagmitiche. Sulla destra è visibile una vasca contenente acqua di scolo.
Nell’VIII secolo d.C. la cavità, come altre abitate e modificate dall’uomo (cfr. Grotta della Madonna della Grotta), venne utilizzata dai monaci basiliani. Costoro, seguaci di S. Basilio, costretti a lasciare l’Oriente per le persecuzioni dell’Imperatore Leone Isaurico, approdarono nelle Nostre Terre, dove, rifugiandosi nelle cripte, ripresero l’attività di apostolato.
Sul fondo della cripta è collocato un altare dalle forme semplici ed essenziali; sulle pareti sono riconoscibili tre affreschi, espressione dell’arte locale influenzata da modelli orientali. Il primo raffigura il Redentore, il secondo San Michele Arcangelo, il terzo rappresenta la Madonna Orante. Quest’ultima viene ritenuta la più antica raffigurazione pittorica della Madonna rinvenuta nel Salento (VIII sec.).
La cavità prosegue sulla destra attraverso un corridoio che immette in un secondo ambiente, anch’esso vasto, ricoperto da uno strato di guano.




























