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Chiese rurali

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Come per i trulli, il colore che le caratterizza è il bianco della calce, ma non mancano facciate o interni dipinti di rosso scuro, giallo ocra, celeste, gli stessi colori che è possibile riscontrare nelle piccole abitazioni rurali. La fantasia non manca negli elementi decorativi, dalle semplici stelle ai veri e propri affreschi a carattere sacro come nella cappella in contrada Fedele Grande. All’interno è posto l’altare sorretto da mensole incastrate nella muratura; frequenti le nicchie presenti sulle pareti per ceri ed immagini sacre.
Purtroppo l’incuria ed il vandalismo stanno cancellando queste preziose testimonianze, un vero e proprio patrimonio da salvare.
Cappelle o vere e proprie chiesette sono ancora visibili in numerose Masserie, come masseria Ferruzzo, Epifani, Galante, Palagogna. La cappella gentilizia solitamente era collocata all’interno della residenza, frequentemente nel salone centrale; accanto ad un altare in pietra era collocata una tela solitamente raffigurante la Sacra Famiglia. Una struttura più complessa la presentavano le cappelle esterne al fabbricato, utilizzate non solo dai proprietari terrieri ma anche dai lavoratori.
Masseria Palagogna, al confine con il territorio di S. Michele Salentino, conserva una delle cappelle artisticamente ed architettonicamente più interessanti (XIX secolo); all’interno sono collocati i sacelli marmorei degli antichi proprietari, i Tagliaferro.
In contrada Madonna della Grotta, a sud-est di Ceglie, è collocata l’abbazia rurale di Madonna della Grotta, con annessa grotta basiliana, sicuramente la chiesa rurale più importante del territorio cegliese .
Edificata nel ‘300 dall’architetto Domenico de Juliano, nel corso dei secoli ha subito numerosi rimaneggiamenti che non ne hanno, tuttavia, deturpato la bellezza. Sobria si presenta la facciata, a bugne rustiche e monocuspidata, terminante con un campanile a vela cui ne sarebbe stato aggiunto un secondo in tempi successivi. Al di sopra del portale sorretto da due eleganti colonne, si apre un rosone con finestra parzialmente murata. Stilisticamente è simile alla basilica di S. Anna ed alla chiesetta dell’Annunziata collocata nel Centro Storico.
Superato il portale con all’interno alcuni affreschi ed una gradinata, una scalinata conduce ad un ambiente adattato a cripta basiliana: come nella grotta di S. Michele, la frequentazione della cavità da parte dei monaci basiliani qui rifugiatisi nell’VIII secolo a causa delle persecuzioni dell’imperatore Leone III l’Isaurico, è testimoniata dai resti di affreschi di chiara influenza bizantina. Stalattiti e stalagmiti fanno da cornice agli affreschi ed agli altari della cripta, in evidente stato di abbandono.
La continuità di frequentazione dell’agro cegliese è ancora visibile in molte chiese costruite in questo secolo, come la chiesetta di S. Giovanni edificata secondo i modelli architettonici del ‘900.

 

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