L’interno, a croce latina, è diviso in tre navate. Sull’altare maggiore è collocato il “mosaico di S. Paolo della Croce, fondatore della Famiglia Passionista; sugli altari delle due navate laterali sono posti i pannelli ceramici policromi rappresentanti scene della Passione di Gesù, di fattura salentina, dono di Gennaro Saponaro. In alto le vetrate policrome dono dello stesso Saponaro.
A sinistra dell’ingresso una stretta scala conduce alla cripta semicircolare, le cui pareti sono rivestite di marmi con simboli cristiani. Al centro è posta l’urna di vetro contenente le spoglie di santa Aurelia, vergine e martire, oggetto di pellegrinaggi e profonda devozione. Sant’Aurelia, nata in Grecia nel III secolo d.C., nel 259 si trasferì a Roma con la madre, avendo abbracciato la fede cristiana. Arrestata, le fu promessa la salvezza in cambio della sua rinuncia ad essere cristiana; il rifiuto le costò il martirio sotto il giudice Secondiano. Sino al 1822 le sue spoglie sono rimaste nella catacombe di S. Callisto, anno in cui furono donate al Monastero delle Teresiane di Fasano. Soppresso il monastero nel 1908 ed acquistati alcuni beni dal convento cegliese, l’urna e l’ampolla del sangue della santa furono traslate a Ceglie l’8 maggio 1908.




























