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Chiesa Colleggiata

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Accanto, il campanile dalle forme piuttosto massicce ma eleganti. La facciata è articolata in due piani sormontati da un frontone triangolare; Il piano inferiore è diviso verticalmente da lesene che delimitano scomparti; sul timpano del portale maggiore un putto; sul frontone triangolare poggia una iscrizione che ricorda l’ampliamento della chiesa del 1786; ai lati i due portali minori con frontone curvo e timpano liscio. Il piano superiore è diviso in tre scomparti: quello centrale ospita un finestrone.
L’interno, a tre navate (quella centrale di dimensioni maggiori) e tre absidi, presenta i canoni della tipica chiesa imbarocchita. Dietro l’altare maggiore, in marmo, è collocato il coro ligneo. Nella navate laterali, sei altari marmorei sormontati da affreschi o statue.
Tra le opere visibili nella chiesa si ricorda: il "Crocifisso" ligneo del XVI secolo collocato nell’abside sinistro; la "statua di S. Antonio da Padova", patrono di Ceglie, del XVIII secolo; la pala posta sull’altare raffigurante "l’Immacolata Concezione", la scultura in pietra policroma raffigurante "Cristo uscente dal sepolcro", opera del XVI secolo attribuita a Raimondo da Francavilla e conservata nella sagrestia.
Nella chiesa sono conservate alcune opere di Antonio Domenico Carella, pittore pugliese del ‘700, autore degli affreschi del Palazzo Ducale di Martina Franca. Gli affreschi, alcuni dei quali gli vengono attribuiti, ancora oggi visibili sono: I quattro evangelisti posti nei pennacchi della cupola, l’Assunta nell’ovale sul soffitto della navata centrale, Gesù che scaccia i profanatori dal tempio nell’ovale sul soffitto della navata centrale, Padre Eterno ed Angeli sul soffitto del coro, S. Raffaele e S. Michele sul sovrapporta centrale, Scene bibliche sui due transetti. Degna di nota la cena biblica di destra con veduta prospettica di Ceglie di fine ‘700, che costituisce la più antica raffigurazione della città: si riconoscono la torre del castello ed una chiesa che potrebbe essere la chiesa di S. Rocco o l’abbazia di S. Anna.
Oltre agli affreschi, D. Carella firmò anche alcune tele: la Madonna con Bambino tra i santi Vincenzo di Paula e Filippo Neri datata 1792; l’Ultima Cena, (1797) collocata nell’abside di destra; S. Oronzo; S. Teodosio Magno datata 1791; la Natività del Battista; la Madonna del Carmine tra Santi.

 

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